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Gonnostramatza
ha sicuramente origini nuragiche di cui si trovano le tracce
nel territorio. La zona geografica nella quale insiste il territorio
di Gonnostramatza è denominato "Marmilla", derivato
dalla conformazione geologica fatta, appunto, a "mammille"
cioè di dolci colli simili a mammelle. Le origini nuragiche
sono confermate dagli insediamenti presenti e dalla scoperta di
reperti scientificamente rilevanti. Tra questi reperti spicca il
più antico monile d'oro della Sardegna: il collier della
tomba eneolitica di Bingia 'e Monti, che era parte del corredo
funerario di un pastore-guerriero della cultura del Campaniforme,
di circa quattromila anni fa. La tomba di Bingia 'e Monti è
costituita da una ampia nicchia rettangolare scavata nella roccia
sedimentaria, alla quale si addossa un ambiente quadrangolare delimitato
da quattro grandi pietre poste verticalmente con pareti in muratura
a secco. La struttura funeraria è stata utilizzata in un
primo momento dalle genti appartenenti alla Cultura eneolitica di
Monte Claro e successivamente nell'ambito dell'aspetto campaniforme
e della Cultura di Bunnannaro. Nei livelli campaniformi più
bassi sono state individuate tre strutture a cista litica sigillate
da lastroni calcarei contenenti resti scheletrici umani riferibili
a più individui. Sopra le lastre di copertura delle ciste
erano stati deposti altri defunti accompagnati da elementi di corredo
di particolare pregio rappresentati da reperti ceramici, oggetti
in metallo, in pietra, in osso, e da elementi di ornamento tra i
quali si distingue il collier d'oro. Si tratta di un oggetto esclusivo
che doveva essere riservato a una persona di elevato rango sociale
all'interno della comunità e che quindi doveva assumere la
valenza di status symbol. Fino
al XVII secolo era il centro piu' popolato ed importante della Marmilla,
e, dall'XI secolo, sede di capoluogo della Parte Montis inclusa
nel Giudicato di Arborea. Tanto importante che Eleonora d'Arborea
nel 1388 sceglie Gonnostramatza come sede per la stipula del trattato
di pace con Pietro IV d'Aragona con l'intervento dei rappresentati
di tutti i borghi del circondario. Del Regno di Arborea seguì
tutte le sorti: dal Marchesato di Oristano fu annesso alla Contea
di Quirra (1478 a seguito della sconfitta di Leonardo d'Alagon);
Il Marchese di Nules ne prese possesso nel 1504 e nel 1675 fu' possesso
del Duca di Gandia Francesco Borgia. Le faide familiari all'interno
del Marchesato di Nules fecero in modo che nel 1798 il possesso
di Gonnostramatza fosse affidato a Filippo Carlo Maria Osorio de
La Cueva Castelvi. Gonnostramatza, probabilmente
come quasi tutta la Sardegna, ha subito le influenze e le invasioni
barbariche comprese quelle di Turchi e Mori, accomunata in queste
alla Sicilia ed alla Spagna. Durante le razzie barbariche moltissimi
villaggi della zona furono distrutti: tra questi Uras. La "villa"
di Uras fu' distrutta nel 1515 da Turchi e Mori. Il pirata
che comandava i mori era il famoso e temuto Khair ad-din,
detto Barbarossa forse dal nome del fratello Baba Urug. Nella
chiesa campestre di San Paolo è murata la lapide che ricorda
una della più nefaste incursioni barbaresche del XVI secolo:
"El V de arbili MCXV esti istada isfata sa vila de Uras
de manu de turcus e morus effudi capitanu de morus Barbarossa".
Sérzela fu' definitivamente abbandonata dopo il 1775, per
inedia e per decreto di Mons. Pilo, e i suoi abitanti si trasferirono
a Gonnostramatza. Nel periodo fascista a Gonnostramatza furono annesse
le frazioni di Gonnoscodina e Simala.Gonnostramatza passa dalla
provincia di Cagliari a quella di Oristano nel 1975 con l'istituzione
della nuova provincia.
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